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Esperienze di Co-Housing nell'ATS 12

AIPAS Marche 25/02/2020 Approfondimenti

Vita Indipendente è poter vivere proprio come chiunque altro: avere la possibilità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e la capacità di svolgere attività di propria scelta, con le sole limitazioni che hanno le persone senza disabilità. 

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Vita Indipendente è poter vivere proprio come chiunque altro: avere la possibilità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e la capacità di svolgere attività di propria scelta, con le sole limitazioni che hanno le persone senza disabilità. Vita Indipendente ha a che fare con l’autodeterminazione, è il diritto e l’opportunità di perseguire una linea di azione, è la libertà di sbagliare e di imparare dai propri errori, esattamente come le persone che non hanno disabilità.

L’autonomia è la capacità di decidere, si affina esercitandola, si costruisce giorno per giorno. La vita indipendente, che vuol dire in primo luogo indipendenza dalla disabilità, consente di concretizzare le proprie scelte.

La vita indipendente si può riassumere nel poter scegliere:

DA CHI farsi aiutare, QUANDO farsi aiutare, COME farsi aiutare, DOVE farsi aiutare.

Rinunciare anche ad uno solo di questi quattro principi vuol dire limitare la propria libertà, infatti vivere liberi è un diritto umano e civile fondamentale (fonte Enil Italia).

Nel territorio dell’ATS 12 (che comprende di Comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle, Montemarciano, Monte San Vito, Agugliano, Polverigi, Camerata Picena) il progetto, finanziato con fondi ministeriali e regionali, è gestito dalla Cooperativa Sociale “Vivere Verde Onlus”, con la collaborazione dell’Agenzia per la Vita Indipendente, delle assistenti sociali dei Comuni dell’ATS 12 (Orietta Avaltroni, Silvia Boria, Aldina Cesarini, Miriam Del Monte, Silvia Impiglia, Alessandra Ortenzio, Elena Romagnoli), e delle assistenti sociali delle Unità Multidisciplinari dell’Età Adulta dell’ASUR (Gabriella Giunta e Dalila Luccioni). Referente del progetto per l’ambito è l’assistente sociale dott.ssa Silvia Impiglia.

In linea con la filosofia di “Vita Indipendente”, il progetto si concretizza attraverso un’esperienza di Co-Housing per giovani adulti disabili, che consente di sperimentare una responsabilità diretta nella convivenza (autogestione, sulla base di regole concertate con gli educatori) e nei percorsi di crescita, con un sostegno mirato da parte di professionisti dell’area psico-educativa, rivolto sia alle famiglie sia alle stesse persone con disabilità. Il fine ultimo è quello di promuovere un’esperienza di breve autonomia in un ambiente protetto, utile al miglioramento della qualità di vita, attraverso il raggiungimento di un buon livello di equilibrio personale, di adeguatezza nelle relazioni sociali e di possibile autonomia abitativa, di studio e lavorativa. Il percorso è volto all’acquisizione di nuove autonomie, tipiche della vita adulta, alla promozione dell’autodeterminazione delle persone con disabilità e all’inclusione nella società e nella collettività.

Il progetto consiste nella sperimentazione di cicli di co-housing di tre giorni, durante il fine settimana, per un piccolo gruppo di persone con disabilità, composto da circa 3 o 4 utenti la volta, individuati dagli Assistenti Sociali dei Comuni e dell’Unità Multidisciplinare Età Adulta dell’ASUR. I partecipanti al progetto sono attualmente 13, di età compresa tra i 20 e i 45 anni circa, con disabilità psico-fisica, prevalentemente intellettiva, e un utente con compromissione anche fisica-motoria, tutti residenti nei Comuni dell’ATS 12.

Il Co-Housing si realizza all’interno di un appartamento sito a Castelferretti (frazione di Falconara Marittima), composto da tre camere, una cucina, un salotto, un bagno, dotato di ascensore e privo di barriere architettoniche.

Il servizio prevede l’operare di una équipe di personale della Cooperativa Vivere Verde composta da: una Psicoterapeuta referente e coordinatrice, due Educatori e un Operatore Socio-Sanitario. Il personale del progetto si riunisce settimanalmente in riunioni di équipe per condividere e monitorare il lavoro svolto e l’andamento progettuale. Vengono altresì organizzati tavoli di coordinamento e confronto con i Servizi sociali professionali referenti, solitamente a conclusione di ogni ciclo di soggiorni.

Per l’Agenzia per la Vita Indipendente collaborano prevalentemente tre figure: un consulente alla pari (è una persona con disabilità che ha svolto un percorso di crescita personale e al contempo ha raggiunto una formazione specifica, per aiutare altre persone con disabilità a raggiungere la consapevolezza); un Educatore Professionale; uno Psicologo che supervisiona l’andamento, tramite consulenza o, quando necessario, tramite incontri (solitamente individuali) con le persone disabili e/o con i loro familiari, per fornire supporto psicologico e/o motivazionale.

Per l’avvio e l’implementazione del progetto sono state realizzate alcune fasi. Un passaggio preliminare e fondamentale ha visto impegnate le assistenti sociali dei servizi UMEA, congiuntamente al servizio sociale professionale dei Comuni, per individuare i beneficiari e promuovere la loro adesione all’esperienza di co-housing. Nella fase di avvio, è stato effettuato un primo step di tipo conoscitivo, illustrativo ed informativo sul progetto, destinato ad incontri congiunti tra i referenti dell’ente gestore, le famiglie e gli utenti, i servizi di riferimento e l’Agenzia per la Vita Indipendente. Un secondo passaggio ha visto lo svolgersi di incontri individuali tra gli operatori, le famiglie, i beneficiari e l’Agenzia per la Vita Indipendente. Un terzo momento è stato finalizzato al graduale inserimento abitativo degli ospiti in appartamento.

I referenti dell’Agenzia hanno dato il loro supporto sia nelle fasi di avvicinamento all’esperienza sia durante il percorso delle persone nel co-housing, in particolare attraverso i colloqui con i beneficiari e i loro familiari, garantendo uno spazio di ascolto in cui si sono raccontati, hanno parlato delle aspettative, preoccupazioni e/o perplessità relative al progetto. Per molti questo momento ha rappresentato un’importante opportunità per condividere le difficoltà che hanno avuto con la disabilità propria o del familiare. Durante questi momenti sono state date informazioni e proposte riflessioni sulla “Vita Indipendente” e i valori su cui si fonda.

Le attività che vengono svolte nell’appartamento mirano in particolare ad alcuni obiettivi di base come il potenziamento delle autonomie, soprattutto di quelle individuate come maggiormente deficitarie, il rafforzamento della capacità decisionale individuale e dell’autodeterminazione, le azioni di gestione domestica quotidiana, di cura degli spazi personali e comuni. Le azioni prevedono il graduale minore coinvolgimento delle figure educative, al fine di promuovere sempre maggiori spazi di autonomia e indipendenza per gli ospiti.

Attualmente si è a conclusione del secondo ciclo di soggiorno, per ciascuno ospite, che ha quindi potuto provare per due fine-settimana l’esperienza della “vita indipendente”. I beneficiari del progetto sono stati coinvolti anche in attività esterne e socializzanti, come passeggiate, uscite serali, uscite al cinema, colazioni fuori, accompagnamento nel fare la spesa.

Alla fine di ogni ciclo di soggiorno, come accennato precedentemente, si effettuano incontri di monitoraggio per valutare punti di forza e criticità dell’esperienza, lavorare insieme per migliorarla, cercando il più possibile di adeguarla ai bisogni e ai desideri dei partecipanti, con il fine ultimo di promuovere l’indipendenza, l’autonomia e l’autodeterminazione.


Articolo di Stefano Galeazzi; Barbara Giacconi; Isabella Lanari

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